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Il pagamento del profitto netto, la riduzione dell'interesse protezionistico


Con le recenti variazioni della legge dell'imposta sul reddito (in vigore dopo il 15 ottobre 2011), è stata annullata la clausola sulla responsabilità di pagamento del profitto o dei dividenti alle persone fisiche (soggetti o azionisti) sul loro conto corrente presso una banca commerciale.


In altre parole, il profitto netto può essere ripagato in contanti o a beneficio del  conto corrente (come avveniva prima che questa disposizione abrogata entrasse in vigore, ossia fino al 1. luglio 2010). Diversamente, il profitto netto puo' venir pagato mediante un pagamento calcolato (es. compensazione).
 

Tuttavia, la società- i debitori di profitto, ossia dei dividendi, sono obbligati a documentare i divedendi calcolati e versati e le quote di profitto per ogni singola persona fisica - utente dell'importo versato, e di informare le autorità fiscali, in modo consono e entro i termini prescritti dalle modifiche del Manuale dell'imposta sul reddito (che al momento della stesura di questo articolo non sono state ancora stabilite), dal ministro competente.
 

Le stesse modifiche dell'Atto comprendono ulteriormente il cambiamento del tasso di interesse protezionistico, che è stato ridotto dal 4% al 3 %. L'interesse protezionistico viene utilizzato per determinare le entrate in natura sulla base degli interessi più favorevoli, al fine di pagare le imposte sul reddito ed eventuali contributi.
 

Ad esempio: se una società approva un prestito per i propri dipendenti, con un tasso di interesse annuo del 2%, la differenza tra tali interessi concordati e l'interesse protezionistico giudiziario (la differenza nel nostro caso risulta dell' 1 %), è trattata come un salario in natura ed e' la base per il calcolo di tutte le imposte e i contributi prescritti.

Pubblicato il 24 novembre 2011


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